La mitologia è stato mio primo amore, il passaporto per l’universo della narrativa. Gli eroi della Grecia Antica mi hanno fatto innamorare e comprendere il potere incredibile delle storie, le grandi epopee del nord Europa hanno completato l’opera, diventando per sempre parte del mio bagaglio culturale.

Uno dei miei primi romanzi fantasy (scritto a 15 anni) si chiamava “Le lune del Drasil” e s’ispirava alle saghe germaniche, mescolate con una serie di miti provenienti da diverse parti del mondo (mi era stato regalato un libro sulla storia della mitologia da bambina, che io sfruttavo largamente come fonte di approvvigionamento per le mie prime storie). Un giorno, magari, pubblicherò qualche frammento di quel romanzo che ancora conservo gelosamente (fa assai ridere ma è anche molto dolce l’amore che traspare per le storie di uomini ed eroi).
Anche la piccola Judi è un’appassionata di mitologia, soprattutto germanica, e il viaggio a Natale nella Terra di Odino e company è un sogno che si realizza. La Norvegia, infatti, è un paese ricco di leggende e scrivere Il segreto della Foresta Antica ha soddisfatto il desiderio di inserire in una mia storia, l’amore per la mitologia norrena.
Quando i suoi genitori le avevano comunicato, a sorpresa, che quel Natale lo avrebbero trascorso in Norvegia per il loro nuovo reportage (“A caccia di troll nel-la Foresta Antica”), per poco Judi non era cascata giù dalla finestra della sua stanza per la gioia.
Le fonti dei miti del Nord
Mitologia germanica, nordica, norrena o scandinava, chiamala come vuoi, il risultato è lo stesso: si tratta della raccolta di tutte le leggende riguardanti i paesi della Scandinavia, fra i quali possiamo far rientrare Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Isole Fær Øer. Si tratta, insomma, della tradizione popolare pre-cristiana di popoli noti come Norreni, Vichinghi o Normanni.
Tutti appellativi riconducibili a guerrieri temibili e abili marinai originari delle remote regioni scandinave.
(Lorena Cannizzaro, Introduzione all’archeologia scandinava)
La maggior parte delle leggende nordiche erano trasmesse oralmente, quindi sono andate perse, le due principali fonti scritte grazie alle quali le leggende norrene sono giunte fino a noi sono l’Edda e le Gesta Danorum, due raccolte del periodo altomedievale scritte da cristiani nel periodo del Cristianesimo.

L’Edda in prosa (o Edda minore) è stata scritta attorno al 1220 dallo storico islandese Snorri Sturluson, esiste anche un’Edda maggiore (o poetica) scritta in versi, precedente. L’Edda in prosa è composta da un prologo e tre parti, nel prologo c’è il racconto delle origini, un po’ come nella Bibbia, nella prima parte sono presentati i miti e le divinità principali, seconda e terza parte sono più tecniche, si parla di poesia e metrica.
Le Gesta Danorum sono una raccolta di miti norreni scritti nel XII secolo da Saxo Grammaticus (Sassone grammatico) divisa in 16 libri nei quali è narrata la storia della Danimarca dalla preistoria fino al XII secolo, appunto.
«Judi è appassionata di mitologia e adora la tua musica, sai?» disse Lena, con una risata.
Erling arrossì, mentre Judi rimaneva impalata al centro della stanza, aspettando che il ragazzo si alzasse per stringerle la mano.
Com’è fatto il mondo nella mitologia nordica?
Il mondo delle leggende scandinave, quello abitato dagli uomini, è la cosiddetta Terra di Mezzo, Midgard. Vi ricorda qualcosa? Ebbene sì, per il Signore degli Anelli, il professor Tolkien si è chiaramente ispirato alle saghe germaniche.

Sulla cima della Terra di Mezzo, c’è l’equivalente di quello che per i Greci è il Monte Olimpo, ossia Asgard, la dimora degli dei (ne avrete sicuramente sentito parlare nella serie Marvel di Thor e nei Cavalieri dello Zodiaco). Ad Asgard si trova il palazzo di Odino, il Valhalla, dove i valorosi guerrieri vichinghi speravano di essere accolti, una volta morti.
Gli dei nordici erano divisi in Asi e Vani e Asgard è la dimora dei primi, mentre quella dei Vani è Vanaheimr. Asgard è collegata alla Terra di Mezzo mediante un ponte che si chiama Bifrost, il ponte dell’Arcobaleno, così chiamato perché ha tre colori: rosso, verde e azzurro e, secondo le descrizioni, si muove e tremola. Probabilmente è la maniera in cui gli antichi descrivevano l’Aurora Boreale. A guardia di Bifrost c’è il dio Heimdall.
Il sottosuolo, gli Inferi insomma, sono governati dalla dea Hel e il suo regno prende il nome da lei: Helheim. I Giganti sono confinati nella parte est del mondo, in una terra separata da resto di nome Jǫtunheimr (“Terra dei Giganti”). Un altro tipo di Giganti, i Giganti del Fuoco, si trovano invece nella parte più a Sud del mondo. Ci sono poi i territori degli Elfi della Luce e degli Elfi Oscuri e, infine, le terre dei Nani.
Quali sono le divinità della mitologia norrena?
Abbiamo detto che le divinità norrene si dividono in Asi e Vani: i primi sono i signori del Cielo, associati alla guida, al comando, alla guerra, mentre i secondi sono collegati con l’idea di fertilità, di pace. All’inizio dei tempi i due gruppi divini sono in guerra tra loro, vincono gli Asi e con i Vani viene stipulata una pace, gli Asi regneranno dal Cielo su tutto il mondo, ai Vani è affidata la fertilità della Terra.
I nomi delle principali divinità degli Asi sono ultra-noti: Odino, il padre degli Dei, il prode Thor, dio del fulmine, l’astuto Loki, dio dell’inganno, il feroce lupo Fenrir. Tra i Vani, invece, troviamo Freya, dea della fertilità e della bellezza e il suo equivalente maschile, Freyr.
Miti e leggende nordiche in Judi Ghost: Odino

Odino è l’equivalente dello Zeus greco, è il padre degli dei, il più saggio fra le divinità, dio della conoscenza, della poesia, ma anche della guerra e protettore dei viaggiatori. La tradizione ce lo mostra come un guerriero possente e con la barba, armato di lancia (Gungnir), a cavallo di un destriero a otto zampe (Sleipnir), accompagnato dai due corvi, Huginn e Muninn, letteralmente “pensiero” e “memoria”, che sono anche i suoi informatori e da due lupi, Geri e Freki (avaro e ingordo) che sono sempre ai suoi piedi durante i magnifici banchetti nel Valhalla.
«Alto, biondo, gira in compagnia dei suoi amici Huginn e Muninn» continuò Makas.
«Huginn e Muninn?» ripetè Faust.
«I corvi» precisò Hovde.
A quel punto, Judi e Faust compresero: stavano parlando dello sconosciuto con un solo occhio, del viandante senza una casa, che era sempre accompagnato da due corvi.
Le storie su Odino sono tantissime, una delle mie preferite è quella che riguarda la maniera in cui viene tradizionalmente rappresentato: a Odino, infatti, manca l’occhio destro. Lo ha perso perché se l’è cavato e lo ha offerto a Mimir, il gigante saggio, perché gli consentisse di bere alla sua Fonte della Conoscenza.
Odino è rappresentato anche come un viandante che chiede ospitalità, se la ottiene, la casa che lo ospita ne avrà dei benefici, se invece viene cacciato via in malo modo, si vendicherà: ecco perché nell’antichità l’ospite, per i popoli germanici, era considerato sacro: poteva essere Odino sotto mentite spoglie.
Gli eroi delle saghe norrene: l’oro dei Nibelunghi
Le leggende sui Nibelunghi sono fra le più note della mitologia nordica e hanno ispirato una produzione enorme di poemi e perfino composizioni musicali e film. I Nibelunghi erano un popolo di nani che, si diceva, possedesse un tesoro immenso, tesoro che sarà poi conquistato dall’eroe Sigfrido. Ispirandosi a questa saga, Richard Wagner comporrà il ciclo dell’Anello del Nibelung.
«“Il mormorio della foresta”» disse Lena, con sguardo sognante. «Un’aria del Sigfrido di Wagner, uno dei compositori più famosi al mondo. Conosci la storia di Sigfrido?»
«Ѐ un eroe della mitologia norrena , uccide un drago e diventa padrone del tesoro dei Nibelunghi» disse Judi, che era appassionatissima di mitologia nordica, alla quale aveva dedicato gran parte delle sue letture prima di partire. Uno dei suoi libri preferiti era infatti quello sui Miti del Nord di Neil Gaiman.
Non solo Divinità: le leggende nordiche sui Troll
Non ci sono soltanto divinità ed eroi nella mitologia nordica, ma anche creature fantastiche, alcune delle quali molto amate e, per certi versi, anche temute. Fra queste, i fantastici Troll, che sono anche protagonisti indiscussi del secondo volume delle avventure di Judi Ghost.

Sono sicura che li hai già sentiti nominare, soprattutto se come me sei fan di autori come J.K. Rowling o J.R.R. Tolkien! Chi sono o cosa sono i Troll? Sono creature umanoidi dall’aspetto piuttosto sinistro che vivono nelle foreste del Nord Europa.
Per alcuni hanno la coda, per altri grossi nasi e orecchie enormi, in generale non devono avere un aspetto molto gentile e in effetti sono, caratterialmente, un po’ difficili. Questo vuol dire che si offendono facilmente e hanno la tendenza a vendicarsi se si sentono offesi, quindi occhio a farli arrabbiare. Possono essere buoni o cattivi, a seconda di come li si tratta o anche di come gli gira.
Secondo una leggenda popolare, i Troll avevano l’abitudine di rubare i neonati, sottraendoli dalle loro culle per sostituirli con piccoli e mostruosi cuccioli di Troll chiamati changeling, tutto questo perché invidiosi degli uomini. In realtà, questa era la maniera con cui le popolazioni antiche provavano a giustificare la nascita di bambini con disabilità.
«Bjerg è piena di troll, lo sai vero?» mormorò al suo orecchio.
Judi spalancò gli occhi. «Davvero?»
«Sono un changeling. Un troll mi ha sostituito nella culla» fece Erling. «Stai lontana dalla Foresta Antica.»
I Troll hanno comunque tutti in comune alcune cose:
- Girano solo di notte, perché alla luce del sole diventano di pietra
- Odiano il suono delle campane
- Possono essere visti solo dai bambini
- Sono molto golosi
Se i troll di J. K. Rowling e quelli di Tolkien sono per lo più malvagi e stupidi, in Judi Ghost e il segreto della Foresta Antica conoscerai dei Troll completamente diversi, non so se propriamente simpatici, ma di certo molto, molto intelligenti.
Serie: Le indagini paranormali di Judi Ghost
Il mistero dell'Isola Senza NomeIl segreto della Foresta AnticaSostieni Judi Ghost!
Se hai trovato interessante questo progetto letterario, allora sostienilo!
Puoi comprare i libri per te o regalarli, condividere i post per far conoscere la serie, lasciare una recensione su Amazon, commentare i miei post o mettere like: ogni interazione è importante.
Se hai voglia di fare due chiacchiere letterarie con me, puoi scrivermi su Instagram o su Threads: sarò felicissima di rispondere!